I numeri, da soli, possono determinare i risultati?

Atlantide

Immaginate di predisporre una foto da allegare al vostro CV. Pensate che il risultato sarà determinato solo in funzione di quante persone la vedranno (visualizzazioni) e da quante interagiranno con esse (insight) o forse, e soprattutto, dalla traccia che lasceranno di noi nella mente di chi le avrà viste? Se mi presento in abbigliamento sportivo casual, o trendy, o ricercato, o firmato, piuttosto che elegante oppure completamente diverso, ad esempio in costume da bagno o in tenuta da tennis, pensate che il risultato sarà lo stesso?

Certo, i numeri sono importanti: se devo comunicare in una sala vuota un contenuto di altissimo livello questo avrà valore di messaggio pari a zero.

Se invece il pubblico è ampio, attento, pronto all’interazione, aumenta proporzionalmente l’importanza dell’approccio comunicativo, del valore e della credibilità del messaggio; e non solo presso i “visualizzatori” ma soprattutto verso quella quota parte che chiamiamo target; il nostro target.

Questi aspetti della comunicazione sono ovviamente noti da sempre ai grandi brand, indipendentemente dai media utilizzati: analogici decenni fa, soprattutto digitali oggi, ma per i piccoli investitori, che attraverso i media digitali hanno avuto la possibilità di entrare nel grande mondo della comunicazione pubblicitaria condividendo i vantaggi di essere presenti con pari dignità, anche se con numeri molto inferiori, la battaglia si sposta innanzitutto sui numeri, cioè la possibilità di essere visti da molti; ma soprattutto da molti possibili consumatori del servizio o prodotto che offriamo.

E qui inizia il problema, o meglio, la grande opportunità.

Interpellati da un operatore nel settore dei viaggi di studio all’estero che ha una visibilità online invidiabile (e invidiata) da competitor molto più grandi di lui, che ha però la sensazione istintiva che dietro i numeri si nasconda qualche invisibile “bug” di comunicazione e ci ha commissionato un’analisi del suo sito web, abbiamo effettuato una ricerca approfondita, sia in termini di User Interface che di User Experience.

Da questa ricerca è emerso che, per quanto riguarda la U.I. del sito, erano presenti una serie di piccole ma significative imperfezioni che sono però determinanti, a nostro parere, nel creare un’immagine non all’altezza della qualità (alta) del servizio offerto dall’operatore: una foto che si deforma modificando il tipo di visualizzazione; uno slide show a risoluzione troppo bassa; immagini non contestualizzate.

Pensate per un attimo di presentarvi a un colloquio di lavoro per il posto di impiegato contabile vestiti in modo elegante; ma con una pieghetta nella camicia, un abbinamento della cravatta non azzeccatissimo, una pettinatura non particolarmente curata; pensate che sarebbe un problema? Immaginate lo stesso outfit per un posto di designer in una casa di moda… il risultato, nei due contesti, sarà lo stesso? 

Grandi numeri invece, nell’analisi del sito di cui sopra, per quanto riguarda la SEO e l’indicizzazione in generale, con posizioni nella prima pagina di Google di keyword strategiche.

E’ inevitabile che da questa situazione derivi una discrasia tra contenuti e numeri; uno scollamento che crea una U.E. (la percezione complessiva generata nell’utente dalla navigazione sul sito) contraddittoria.

Concludendo, i numeri sono importanti, ma il loro valore può essere compromesso dalla scarsa attenzione verso i contenuti, i quali sono fondamentali proprio nel determinare il posizionamento, di marca, di prodotto o di servizio. Con possibili conseguenze sull’immagine che, come è noto, è lunga e difficile da conquistare ma si può perdere rapidamente.

Paolo Mander – Owner Atlantide